alla corte dei Savoia e Baldovinetti di Poggio, di antica nobiltà toscana e di origini mercantili, conservato nella villa seicentesca di Marti, Pisa, e riconosciuto di notevole interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana. La scelta di acquisire questo fondo è stata dettata non solo dalla sua rara completezza e ricchezza ma, soprattutto, dall'unicità della figura del marchese. Negli anni tra il primo e il secondo dopoguerra, Majnoni si trovò, per nascita e incarico, negli ambienti dove si decidevano i destini dell'Italia. Dall'osservatorio privilegiato della Rappresentanza di Roma della Comit, descrisse - nei suoi diari e nella ricca corrispondenza con uomini politici, intellettuali, aristocratici ed economisti - la storia italiana, dalla parabola del regime fascista al lento, complesso lavoro di ricostruzione del tessuto civile e democratico del nostro paese. Majnoni non fu un protagonista, tuttavia è corretto riconoscergli una capacità fuori del comune nell'individuare e descrivere i tipi umani e i processi in atto, di cui ci ha lasciato penetranti testimonianze. L'archivio può essere considerato un caso emblematico di come alle carte d'ufficio sia necessario applicare molteplici e più intime chiavi di lettura. Spesso i fatti storici corrono il rischio di ridursi a elenchi di nomi, fatti e date, se non vengono illuminati dalle testimonianze non solo dei protagonisti, ma anche di coloro che, come Massimiliano Majnoni, li hanno vissuti e subiti. |